domenica 11 novembre 2012

L'EFFICACIA DELLA PSICOTERAPIA

Ritengo che occuparsi della nostra sfera emotiva e psicologica sia essenziale per vivere meglio ogni situazione della nostra vita. Spesso ci perdiamo nella corsa verso uno stato di benessere che pretendiamo di raggiungere facendo tante cose, cercando di guadagnare un ruolo sociale che si basi sulla superficialità del possedere e rinunci alla dimensione fondamentale che ci rende uomini: l'ANIMA!

Il seguente link vi porterà ad articoli che parlano proprio dell'importanza della nostra dimensione psicologica, emotiva e relazionale che ritengo possa essere la strada per esplorare anche la nostra dimensione spirituale! 


Buona lettura



lunedì 5 novembre 2012

Dalla Chiesa...Spunti di riflessione per Educare

Nelle critiche alla Chiesa, che spesso sento e non posso biasimare, emerge ogni tanto l'azione dell' Spirito Santo...
Sta a noi aderire con il nostro stile e i nostri limiti... 
Sarebbe un peccato non accogliere il bene che può esserci donato...

giovedì 21 giugno 2012

BLACK OUT






Black Out
Buio intorno
Silenzio.


Gli occhi guardano in alto
e incontrano stupiti la luce delle stelle.
Un attimo,
Un solo attimo di buio e silenzio
risveglia i sensi della Vita.
La vita fatta della luce delle Stelle
e della Luna,
del silenzio e del canto dei grilli,
Del frusciare del vento
e di nuovo del silenzio.


La gente s'affaccia sul cortile
e osa parlare!


In quell'attimo di buio,
la gente supera il rumore cieco del caos


E s'illumina delle parole del cuore.


domenica 6 novembre 2011

ALLATTAMENTO AL SENO …e la figura del padre…?

'UNICEF e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno redatto un decalogo di misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta "Ospedale Amico dei Bambini":

1.     Definire un protocollo scritto per l'allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
2.     Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo
3.     Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell'allattamento al seno
4.      Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario.
5.     Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
6.     Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica
7.     Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre ( rooming-in ), in modo che trascorrano insieme ventiquattr'ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
8.     Incoraggiare l'allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
9.     Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell'allattamento
10. Promuovere la collaborazione tra il personale della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale.



DURATA DELL'ALLATTAMENTO AL SENO ED ETÀ DI INTRODUZIONE DEGLI ALIMENTI COMPLEMENTARI

Praticare l'allattamento materno esclusivo dalla nascita all'età di sei mesi, a sei mesi introdurre gli alimenti complementari continuando ad allattare al seno.

CONTINUARE L'ALLATTAMENTO AL SENO 
Continuare l'allattamento al seno a richiesta fino ai due anni di età o oltre.

Dopo queste direttive rispettabilissime, non si può evitare di pensare a come una madre possa concretamente allattare per 2 anni e oltre il proprio bambino, visto che spesso, le mamme devono tornare al lavoro.

Al di là di questa considerazione concreta, c’è un altro aspetto da considerare

Secondo M. Mahler:

·        A circa 6 mesi il bambino inizia a volgere la sua attenzione al mondo esterno arrivando al controllo visivo tra la madre e l’altro non madre (10 mesi).
·        A 11 mesi ci sono i tentativi di allontanamento dalla madre. Sviluppo e funzionamento degli apparati autonomi dell’Io in prossimità della madre.
·        Intorno al 1° anno di età con la deambulazione appare il linguaggio e il pensiero, l’esplorazione e l’investimento libidico sulle funzioni autonome e sugli oggetti. Formazione dell’io e costanza dell’oggetto affettivo.
·        La madre deve rinunciare al possesso del figlio.

Per approfondimenti circa la teoria dello sviluppo della Mahler:


Ciò che mi sta particolarmente a cuore è un altro aspetto dello sviluppo del bimbo/a:
la presenza e la considerazione della

FIGURA DEL PADRE
Un elemento che non viene mai considerato dalle donne, anche terapeute è la figura del PADRE.
Il padre, come figura di svincolo dall’attaccamento madre – bimbo/a, potrebbe assolvere alla funzione di allattamento col biberon, o di nutrimento attraverso altri prodotti, come modalità di svezzamento.
Il padre può nutrire il figlio in modo diverso dalla madre, sia col latte che con l’emozione. Il bimbo/a, avrebbe una figura accudente diversa che gli permetterebbe di distaccarsi dalla madre, gradualmente e senza traumi, dato che passerebbe ad essere accudito comunque da una figura significativa*, nel momento in cui naturalmente tende a farlo, verso i 6 mesi ( M. Mahler).
Procrastinare il distacco dal seno potrebbe (ripeto potrebbe!) rendere meno facile il processo di separazione-individuazione del bimbo/a.
* Figura significativa
È difficile oggi, in una società maschilista che vede prioritari i preconcetti derivanti dagli stereotipi riguardo al maschio, a come dovrebbe essere e a come dovrebbe comportarsi, concepire un padre che allatti il figlio/a.
L’allattamento al seno è ovviamente un codice femminile materno, ma la funzione nutritiva dell’allattamento può essere espletata anche dal maschio che può essere una figura accudente, in modo diverso dalla madre, ma altrettanto importante per lo sviluppo del bimbo/a, che dopo i 6/8 mesi di allattamento esclusivo al seno, inizia gradualmente il suo processo di separazione-individuazione dal corpo della madre.
Il padre è importante in questo processo di separazione-individuazione perché è la figura di svincolo che facilita tale processo.
Si parla tanto dell’assenza del padre dalle famiglie e dalla funzione di accudimento, ma quando si parla del rapporto madre-bambino, il padre viene sempre tenuto in disparte, addirittura dimenticato. Ci si ricorda del padre solo quando deve andare a prenderli a scuola o in palestra, ma per aspetti di intima relazione padre-bimbo/a, il padre non viene considerato, anzi direi che questa dimensione relazionale padre-bambino è del tutto svalutata.
Auspico che la donne, in particolar modo le psicoterapeute, possano tener conto della figura del papà, non come aventi funzione di appendice, piuttosto di complementare elemento di sviluppo, almeno a partire dai 6 mesi.



domenica 28 agosto 2011

Dal Poliedro alla Sfera

Quanto tempo 
per riuscire a vedere
oltre la propria vita.
Al di là del nostro corpo
e della nostra mente.
Immergersi nel sogno condiviso
che è la Vita.

Ogni decisione che prendiamo è un tentativo di vivere in armonia con le nostre convinzioni. Dopo molte decisioni prese, ci possiamo accorgere che le nostre convinzioni non sono altro che una faccia del Poliedro che è la Vita. Dall'altra parte delle nostre convinzioni ce ne sono altre che restringono l'esistenza di chi le possiede e allargano la nostra. 
Se potessimo aprire il Poliedro della Vita per far incontrare tutte le sue facce, senza la rigida struttura, una davanti all'altra e scambiare sorrisi, colori, emozioni, convinzioni...
Se potessimo guardarci negli occhi e illuminarci della nostra unicità...
Trasformeremmo il Poliedro della Vita in una Sfera, perfetta, in cui ogni punto è diverso dall'altro ma non è ostacolato da spigoli taglienti ed accecanti! 

venerdì 12 agosto 2011

Il nostro futuro?

"I ragazzi sono il nostro futuro":
spesso si sente questa frase, in TV, nei grandi discorsi di politici che si riempiono la bocca con frasi d'effetto, che non hanno nessun altro scopo che quello di fare una bella figura.
Ma il presente dei giovani, qual è?
Senza vivere il presente, come fanno i ragazzi ad essere il futuro? Oggi non si fa altro che criticare i giovani, senza pensare che loro sono il prodotto esatto delle condotte degli adulti. I genitori vanno di corsa, sono impegnati nel lavoro, nel conflitto eterno col coniuge e "lanciano" i figli nelle ludoteche, dai nonni, in piscina, palestra, judo,oppure li lasciano davanti alla televisione o davanti al computer.
Come fanno i ragazzi ad imparare a relazionarsi con gli altri 
in maniera efficace?
Per relazionarsi con gli altri c'è bisogno della presenza degli "altri":
i primi "altri" dei ragazzi sono i genitori. E' da questi che i figli imparano a relazionarsi col prossimo. Nella fretta delle relazioni che i genitori intercorrono con i figli, si crea l'incomunicabilità*. I ragazzi non riescono a dire qualsiasi cosa al genitore, dalla più banale a quella più seria, senza sentirsi un peso. Finiscono così per crearsi un mondo proprio, in cui si fanno delle convinzioni rispetto alla condotta dei genitori, arrivando a giudicare se stessi di poco valore e indegni di essere amati, dai propri genitori e poi dagli altri.
La conseguenza naturale della convinzione di non essere importanti per i propri genitori è una svalutazione del proprio valore in assoluto: l'autostima cade a picco, la tristezza derivante da questo sentirsi non amati porta, a un accumulo di rabbia**. Questa rabbia potrà sortire, nel migliore dei casi, in condotte reattive che portano l'individuo a fare molte cose nella vita, per dimostrare di essere validi e degni d'amore. In altri casi, la rabbia potrebbe portare a condotte aggressive, scatti di furore, bullismo, condotte devianti.
In altri casi ancora, la rabbia potrebbe essere repressa e causare depressione.
Per essere il nostro futuro, i ragazzi hanno bisogno di vivere al meglio il loro presente, facendo affidamento su adulti capaci di essere dei punti fermi, nel maremoto, che è la loro crescita.
Se diamo fiducia ai bambini, ai ragazzi, possiamo essere degli efficaci mediatori che facilitano l'espressione delle loro anime. Allora ci capiterà sempre più spesso di meravigliarci della creatività dei giovani, della loro sensibilità, delicatezza, ma anche della loro forza vitale, energia che tende a conquistare il mondo per viverlo, amarlo e non per distruggerlo, come sempre più spesso accade perchè stanchi della noia che spesso li tedia, in un mondo che li critica etichettandoli come: "senza valori", "buoni a nulla", oppure "viziati", che vogliono tutto e subito.
Diamo loro fiducia e loro saranno di certo, il nostro futuro!